Il parco delle meraviglie

Non c’è volta che passando per Varsavia, soprattutto d’estate, non mi conceda lunghe passeggiate in quello che considero il più bello, prezioso e pittoresco parco della Polonia: il parco Łazienki. Entrandovi, sembra di essere arrivati in un luogo incantato: grandi alberi secolari, piante lussureggianti e fiori dai colori vivaci, prati smaglianti, viali, pergolati, fontane, laghetti e corsi d’acqua, ponti, acquedotti, statue, residenze, padiglioni e annessi dalle armoniose architetture e poi, oltre a un anfiteatro e un’orangerie, un castello fiabesco: il catello di Ujazdów.

Un tempo il parco era un possedimento reale. Già realizzato nel XVI secolo, dopo diverse variazioni succedutesi nel tempo acquistò gradualmente la sua attuale configurazione da quando nel 1764 divenne proprietà del re Augusto Stanislao II Poniatowski, sovrano illuminato e cultore delle scienze e delle arti. Fu questo re-mecenate che vi fece apportare importanti miglioramenti e modifiche chiamandovi ad operare professionisti famosi, tra cui degli italiani, quali l’architetto Domenico Merlini e il pittore Marcello Bacciarelli, secondo una tendenza affermatasi in Polonia già nel Millecinquecento con la regina Bona Sforza, consorte del re Sigismondo I, la quale peraltro fece costruire nel parco una dimora padronale con un giardino all’italiana.

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Pałac na Wyspie. Foto: Mariokol – Wikipedia.

Ma non è soltanto per le sue bellezze architettoniche, artistiche e naturali che il parco Łazienki mi affascina, né solo per la cura estrema della sua manutenzione e per la sua stupefacente pulizia dovuta al grande rispetto dei polacchi nei confronti del loro patrimonio pubblico (queste ultime due caratteristiche sono una costante abituale, riscontrabile in tutta la Polonia), perché il mio piacere di passarvi lunghe ore è legato in buona parte alla presenza degli animali che vi abitano. Sì, perché il parco è il regno di svariate specie di animali che vi si aggirano indisturbati, anzi vezzeggiati dai visitatori, come del resto accade in tutto il Paese, solo che qui la loro concentrazione è straordinaria. Ecco che infatti, passeggiando per i viali, s’incontrano frotte di pavoni che circolano vanitosamente sfoggiando il loro piumaggio fantasmagorico, intere famiglie di anatre che transitano in fila e senza fretta da un laghetto all’altro, miriadi di piccoli uccelli che non esitano a venire sulle mani di chi offre loro molliche di pane o di biscotti, flottiglie di cigni che solcano pigramente laghi, vasche e canali, mentre sotto la superficie dell’acqua branchi di carpe giganti si muovono con minimi movimenti di pinne, consapevoli che a nessuno verrà mai in mente di pescarne una.

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Photograph by Ray eye – Wikipedia.

E poi ci sono gli scoiattoli, i miei preferiti. Li ho sempre visti in tutti i parchi della Polonia avvicinarsi cautamente ai visitatori per prendere le noci e le nocciole portate espressamente per loro, ma un giorno nel parco Łazienki ho avuto un esempio molto speciale della fiducia che qui queste bestiole nutrono nei confronti degli umani, tanto da sembrare ammaestrate. Mi ero seduto su una panchina per leggere all’ombra di una quercia, quando uno scoiattolo m’è saltato accanto e, dopo avermi squadrato, s’è messo a frugare nel sacchetto che tenevo al mio fianco, in cui avevo stipato un libro, delle chiavi, i miei occhiali da sole, una bottiglietta d’acqua e, previdentemente, anche delle noci che avevo trovato da certi amici che mi ospitavano a Varsavia. A questo punto, per facilitargli il compito, ho tirato fuori una noce dal sacchetto e l’ho allungata allo scoiattolo, il quale, senza scostarsi da me nemmeno di un centimetro, ha cominciato a rigirarsela tre le zampette per cercare di aprirla. Purtroppo però quella noce doveva essere troppo vecchia e dura, perché l’animaletto, per quanti sforzi facesse, non riusciva proprio a scardinarla. Allora me la sono ripresa, senza che questo gesto lo spaventasse e, avendo trovato per terra un sasso, ho frantumato il guscio e gliel’ho restituita. Lo scoiattolo, che aveva seguito tranquillamente la manovra sempre nella stessa posizione, s’è finalmente messo a mangiare la noce mentre io l’accarezzavo sul dorso e una coppia di turisti giapponesi stupefatti filmava la scena…

Sidónio do Amaral

In copertina: Zygmunt Vogel, la veduta del Parco di Łazienki.

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