Il primo gondoliere veneziano sulla Vistola

Vi immaginate un gondoliere veneziano che con la sua gondola si trasferisce a Cracovia per navigare sulla Vistola ed aprire in Polonia la prima scuola di costruzione di imbarcazioni lagunari? Questo è ciò che è davvero successo. Maurizio Santonastaso, originario di Venezia e gondoliere di professione, decise a giugno di trasferirsi in Polonia con la gondola. Oggi con la sua bellissima ed oltre sessantenne imbarcazione naviga già sulla Vistola.

Questa storia ha dell’incredibile e siamo contenti di essere i primi a raccontarla. È una storia d’immigrazione italiana in Polonia, i cui ingredienti sono amore, passione, coraggio, creatività italiana, cultura, tradizione e voglia di fare. La scoprirete leggendo la nostra intervista.

È vero che i polacchi amano in modo particolare Venezia e i suoi gondolieri. Una delle più famose canzoni polacche “I gondolieri della Vistola”, cantata per la prima volta nel 1968 da Irena Jarocka al Festival della Canzone Polacca a Opole (il Sanremo polacco) parla di quella fascinazione: “Da qualche parte lontano c’è Venezia / e le gondole con le lanterne, / dove i gondolieri cantano / ai felicemente innamorati. / Cantano d’amore, / nei vicoli gioca l’eco / il vento si calma ed ascolta. / I gondolieri della Vistola / con le barche trasportano la sabbia, / con i remi mescolano l’oro / del riflesso delle stelle. / Delle stelle che sbiadiscono al mattino, / prima che scompaia la luna crescente / e quando si alza sulla città di Varsavia / la nuova alba solare. / Vivono senza un indirizzo. / Chi volesse scrivere a loro, / deve scrivere: Prima chiatta / al ponte. Fiume Vistola.”

Chissà se già dalla prossima primavera, non solo la Vistola, ma anche il fiume Odra e i laghi Masuri non si popoleranno delle gondole così amate dai polacchi. Breslavia, la città polacca dove oggi vive il maggior numero d’italiani trasferitisi in Polonia per aprire un’attività economica, viene chiamata “La Venezia del Nord”. Delle piccole gondole che navigassero a Cracovia e a Varsavia potrebbero diventare una vera attrazione turistica. Speriamo solo che Venezia non si spopoli dei gondolieri stanchi del traffico sui canali e delle navi da crociera.

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Intervista con Maurizio Santonastaso, primo gondoliere veneziano in Polonia

– Sei un autentico gondoliere di Venezia, venuto in Polonia con la sua gondola. Ci racconti la tua storia?

– Sono un semplice ex gondoliere, ho abbandonato quella professione per dedicarmi ad un’altra, quella che avevo nel cuore, la costruzione e la ristrutturazione di imbarcazioni lagunari, meno redditizia, ma più gratificante. Non voglio veder scomparire certe tradizioni e culture. Il far nascere qualche cosa, una semplice barca, oppure ristrutturarne una che altri hanno gettata via e vederla di nuovo navigare per la laguna, rii e canali, è una soddisfazione che non ha prezzo. Difatti la mia gondola ha più di 60 anni ed è ancora l’invidia di parecchi gondolieri. E poi c’è da dire che vogare è un divertimento, non mi piace seguire degli schemi, orari, tragitti, il turista doveva innamorarsi della mia città, saliva e scendeva quando si stancava, pagando la tariffa normale come se fosse il classico giretto mordi e fuggi. Questo non era gradito ai colleghi e così abbandonai.

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– Cosa ha pesato sulla tua decisione di trasferirti per lavorare sulle rive della Vistola?

– La mia decisione di venire in Polonia è un po’ privata, un desiderio privato ma bello, e le cose belle non devono essere nascoste. Sono venuto in Polonia per amore di Joanna, e per questo ho optato per Cracovia con il suo fiume Vistola per la vicinanza alla sua città, diversamente una località valeva un’altra. A farmi venire questa idea è stata una pagina facebook che seguo: “Polonia per Te”, vidi una foto dei laghi Masuri, mi piacquero e commentai scherzosamente dicendo che la mia gondola ci starebbe stata bene. La risposta di chi amministra quella pagina al mio commento fu: “Sarebbe un’ottima idea”. Al momento non ci feci caso, in Polonia ci venivo spesso ma poi ho iniziato a pensarci come un chiodo fisso, iniziai a studiare la geografia dei luoghi e il posto più vicino a lei risultò giusto Cracovia, che da Bedzin dista neanche un centinaio di chilometri. Ecco il perché di questa mia decisione.

– Quali sono i tuoi piani? Cosa pensi di fare in questo paese

– I miei piani? Diciamo di voler rispettare una richiesta del popolo polacco molto prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Avevano richiesto, giusto a Venezia, la possibilità di avere, per un certo periodo, qualche maestro d’ascia che insegnasse la tecnica di costruzione delle nostre imbarcazioni. Ecco i miei piani e cosa penso di fare in Polonia: degli scambi culturali, perché costruire un’imbarcazione come la nostra è cultura, anche se la si può confondere con la piccola industria. Perciò voglio insegnare ciò che so fare, vogare e costruire.

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– Ti piace la Polonia?

– Devo dire di sì, prima di avere quest’idea ci venivo tranquillamente per turisteggiare, anche se poi era più il tempo trascorso con Joanna che in giro. Mi piace per la tranquillità che mi regala, ricordo che, dopo aver passato il confine con la repubblica Ceca, mi piaceva vedere i campi, le strade con ai lati distese di verde, l’ordine, il rispetto. Posso dire che tanti altri stati che si definiscono civili, dalla Polonia hanno molto da imparare.

– Quali sono le difficoltà di vivere e lavorare in Polonia? Cosa invece è migliore dell’Italia?

– Per il vivere, è un po’ duro a cambiare certe abitudini, ma cercherò di attrezzarmi. Ecco, il lavoro, quello sì è un po’ difficoltoso; la difficoltà sta nel reperire ciò che mi serve, il dover ordinare delle semplici viti in Italia, ma questo è dovuto al fatto che quello che farò io è completamente nuovo. Ma una volta che sarà avviato la difficoltà sparirà.


– Cosa è migliore dell’Italia?

– Come ho detto prima, il rispetto, cosa che da noi è stato buttato nel cestino, la Polonia invece lo ha mantenuto.

– Sei stato tra i primi amici di “POLONIA PER TE”. Ti tengono compagnia la nostra pagina Facebook e il nostro blog?

– La pagina facebook ed il blog di “Polonia per Te” non solo mi tengono compagnia, ma mi informa, fa conoscere, mi istruisce su una terra che cerco, o meglio, che sento mia, su un popolo che ho trovato cordiale, disponibile e pronto ad aiutare. Posso dire tranquillamente che “Polonia per Te”, è come una scuola dove una persona ha tanto da imparare. Un plauso verso chi ha avuto quest’idea.

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– Cosa ti manca dell’Italia?

– Niente, un veneziano è prima di tutto un veneziano. Ecco, di Venezia sì, mi manca la mia laguna con le sue albe e i tramonti, gli amici dello squero e l’odore del legno scaldato a fuoco per dargli forma, il richiamo d’invito per bere uno spritz in compagnia e, di prima mattina, ma anche durante il giorno, un buon caro e classico caffè. Ecco, senza caffè e spritz, non ci so stare, dovrò organizzarmi.

 

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3 pensieri su “Il primo gondoliere veneziano sulla Vistola

  1. Bravo il Sig. Maurizio Santonastaso.
    Una importante impresa.
    Gradirei se possibile sapere in che Stazio di Gondole e con che numero di licenza lavorava a Venezia.
    Auguro a tutti un Felice e prospero Anno Nuovo.

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    1. si va un po’ sulla riservatezza, la licenza, passa di mano in mano, o meglio, di gondola in gondola e non e` soggetta ad uno stazio specifico, e` soggetta al suo possessore, cosa che io abbandonai anni fa, per dedicarmi interamente alla costruzione e manutenzione di tutte le imbarcazioni lagunari. Che poi, da quel tempo ad oggi, le regole dell’ Ente Gondola, sono cambiate e di parecchio. Privatamente posso darle tutte le spiegazioni.
      La ringrazio e ricambio l’ augurio

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