I mercatini della Polonia

Le prime estati che trascorremmo a Lodz soggiornavamo a Widzew, un vasto e popoloso quartiere periferico formato da blocchi: edifici abitativi modulari d’epoca comunista, alcuni alti e stretti come torri, altri bassi ed estesi in lunghezza, che occupavano intensivamente l’ampia area ripetendosi monotonamente con lo stesso aspetto dimesso e malinconico. Tantissime case ma pochissimi negozi, anche se non mancavano nel quartiere un paio di piccoli supermercati di una catena commerciale diffusa in tutta la Polonia, che conservava lo stampo e il nome di quando era statale. Ma le famiglie la spesa giornaliera la facevano al mercato. Che era pieno di banchi ricolmi di frutta e verdure di campo, di ceste di uova fresche, di canestri di ricotta fatta in casa, di barattoli di miele confezionato dagli apicoltori, di botti contadine riempite di cetrioli marinati o sottaceto, o di verza marinata, di canestri di funghi dei boschi, di sacchi di legumi secchi, mandorle, noci e spezie. Inoltre nelle postazioni coperte si vendevano innumerevoli qualità di salumi, di pani, di torte e dolciumi; di carni, pollame, aringhe; di formaggi, tra cui gli oscypki, che sono forme di cacio stagionato e affumicato preparate sui monti; di birre e liquori; e c’erano anche casalinghi, articoli d’abbigliamento e di uso domestico e personale. Insomma c’era di tutto, ma a me premeva soprattutto trovarmi davanti a quell’abbondanza variopinta di prodotti della terra e osservare i modi lievi e gentili della gente di campagna che li offrivano, per assaporare il piacere di riscoprire la preziosità delle cose naturali e la grazia innata di questo popolo.

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Oscypki sono forme di cacio stagionato e affumicato preparate sui monti.

Oggi resiste ancora il mercatino di Widzew, anche se molto tempo è passato e il quartiere è quasi irriconoscibile, specie da quando tutte le facciate dei blocchi sono state interamente decorate da pitture fantasiose dai colori vivaci, che rendono unico ogni edificio cancellando l’indistinto grigiore della zona. Resiste il mercatino, anche se le infrastrutture commerciali si sono moltiplicate e modernizzate qui come in tutto il Paese e le multinazionali della distribuzione hanno creato dappertutto monumentali centri polifunzionali di vendita, divenuti irresistibili poli d’attrazione per le famiglie polacche. Del resto, a Lodz come in altre città della Polonia, alcuni di questi nuovi centri multifunzionali sono dei veri capolavori architettonici che, grazie a servizi e sistemi tecnologici avanzati e a un’accurata regia d’intrattenimento, rendono la permanenza dei visitatori comoda e desiderabile. C’è di che soddisfare ogni bisogno, e per tutti: nei vari piani di negozi brillano le vetrine dei marchi internazionali della moda, dell’arredamento, dell’elettronica, della profumeria, delle specialità gastronomiche ed enologiche, ma ci si può anche sedere in un bar per uno spuntino o in uno dei ristoranti per il pranzo, andare dal parrucchiere, prenotare un viaggio in un’agenzia turistica, giocare al bowling, guardare un film al cinema, mentre i bambini sono accuditi da brave hostess che li tengono impegnati con giochi istruttivi, gare e spettacoli.

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Ogórki kiszone (cetrioli marinati)

Ovviamente pure in questi Templi del consumo, ormai mete di lunghe soste dei weekend familiari, sono immancabili i supermercati. Anche lì vi si trovano vegetali, frutta e ogni altro bene commestibile, ma già a guardarli non avverto lo stesso sapore visivo che mi attira nella merce dei mercatini, non percepisco la Natura. Non ho mai visto in un supermercato, per esempio, la lucentezza rubiconda dei pomodori malinowe, chiamati così per il loro color lampone e per la loro dolcezza, che acquisto dai contadini del mercato della nostra zona. Già perché qui, poco distante dal centro di Lodz dove adesso abitiamo quando siamo in Polonia, c’è uno dei maggiori mercati della città. È là che compriamo il cibo genuino per la nostra tavola ed è la, in particolare, che non mi lascio sfuggire gli oscypki artigianali portati direttamente dai monti Tatra, né i miei prediletti ogórki kiszone, i cetrioli marinati che ho imparato a gustare in Polonia. A proposito, ricordo che le prime volte che li assaggiai li trovai addirittura sgradevoli per il loro gusto acidulo, un gusto sconosciuto, alieno, troppo lontano dai miei sapori familiari, dunque decisi di non mangiarne più, e invece…Invece oggi li trovo deliziosi e non posso farne a meno: sono diventato un ogórkidipendente, ma questa è un’altra storia.

Sidònio do Amaral

 

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