La costituzione polacca di maggio e il suo sfondo italiano

Sì, c’è… Scipione Piattoli sul quadro di Jan Matejko, anche se quasi nascosto e in secondo piano. “La Costituzione del 3 Maggio del 1791” è l’ultimo grande dipinto del famoso pittore di Cracovia, che nelle sue tele giganti ha rappresentato gli avvenimenti più importanti della storia polacca. Il quadro lo si può ammirare in una delle sale del Castello Reale a Varsavia. Matejko lo aveva dipinto per il centenario della promulgazione dell’atto normativo fondamentale della Serenissima Res Publica Poloniae. La costituzione polacca di maggio è stata la prima in Europa e la seconda al mondo dopo quella americana.

Chi era allora Scipione Piattoli?

Ma torniamo a Piattoli… Chi sa perché Matejko, così attento ai particolari, lo posizionò quasi nel centro della tela. Se vi mettete davanti al quadro e fissate il suo centro, a sinistra scorgerete una mano alzata. Ecco, dietro i due principali coautori della costituzione polacca, il prete Hugo Kołłątaj e il maresciallo lituano Ignacy Potocki, con accanto il principe Adam Karzimierz Czartoryski, appare Scipione Piattoli.

Chi era? Ve lo siete mai chiesto? Un personaggio complesso e affascinante. Era un prete italiano nato a Firenze, appartenente all’Ordine degli Scolopi e formatosi culturalmente nell’ambiente dell’Università di Modena, dove insegnò storia della religione. Alcune fonti citano la sua appartenenza alla massoneria. A causa dei problemi politici dovette emigrare all’estero e finì nella lontana Confederazione polacco-lituana, dove diventò istitutore presso la ricchissima e influente famiglia Potocki. Pare che l’unica sua ricchezza fosse un’enorme biblioteca che portò con sé. Successivamente prese servizio presso l’ancora più potente famiglia Lubomirski, con la quale viaggiò in tutt’Europa, frequentando importantissimi esponenti dell’élite intellettuale dell’epoca come Johann Wolfgang von Goethe, Thomas Jefferson e il marchese de Lafayette.

Alla fine divenne il segretario privato e il bibliotecario dell’ultimo re polacco Stanislao Augusto Poniatowski (1764-95), si trasferì a Varsavia, alloggiando nel Castello Reale, ma anche se nelle sue funzioni esercitò una notevole influenza, non gli fu mai conferito alcun titolo e rimase sempre in ombra, in secondo piano…

Come fu scritta la prima costituzione europea

La storia della costituzione polacca di maggio è troppo complessa per essere raccontata in un breve articolo, ma i fatti attinenti alla sua origine sono molto interessanti. La costituzione fu scritta e promulgata durante la convocazione straordinaria e permanente del parlamento, che durò ben quattro anni. La sua prima bozza fu redatta da Ignacy Potocki, un esponente repubblicano (anche lui in secondo piano, vicinissimo a Piattoli). Dopo gli insuccessi di questa stesura, Potocki passò la mano direttamente al re. Stanislao II lavorò alle bozze successive della costituzione con il suo segretario italiano, proprio nelle stanze che Piattoli occupava nel Castello Reale. Il testo fu modificato più volte, con l’apporto, tra gli altri, di Stanisław Małachowski, di Hugo Kołłątaj e di Ignacy Potocki. Di essi Kołłątaj, che era un importante politico polacco, scrittore e sacerdote ordinato a Roma e qui profondamente influenzato dall’illuminismo, è ritenuto l’autore principale della costituzione. Proprio lui, investito dell’importante carica di Vicecancelliere della Corona, è stato ritratto dal pittore Matejko nel suo quadro quasi in primo piano. La sua possente figura nella veste ecclesiale nera copre con un gesto protettivo gli altri coautori del documento.

Quel gesto significativo

Non c’è chiarezza sul vero ruolo di Piattoli nella scrittura della prima costituzione europea. Gli storici polacchi non sono disposti a riconoscergli più della semplice funzione di redattore. Ma il pittore Matejko, che interpretava a suo modo la storia polacca, ci fa intendere qualcosa di diverso attraverso la mano dell’italiano levata in aria come se passasse il documento al protagonista principale del quadro: l’uomo vestito di bianco, il Maresciallo della Camera dei Deputati Stanisław Małachowski.

Com’è stato detto, Scipione Piattoli è una figura complessa e affascinante. Dopo la guerra russo-polacca, fu coinvolto nei preparativi dell’insurrezione di Kościuszko e poi condivise la sorte dei rifugiati politici polacchi fuggiti dopo la seconda spartizione del paese. Fu arrestato e imprigionato assieme al Kołłontaj nei territori dell’Impero Asburgico. Dopo la terza spartizione della Polonia, fino al 1800 fu trattenuto in prigione a Praga, in quanto considerato un rivoluzionario molto pericoloso.

Alla fine fu liberato con l’aiuto della famiglia Czartoryski e della duchessa Dorothea di Curlandia; fu poi chiamato a servire Adam Jerzy Czartoryski, nel suo importante incarico assunto nella diplomazia russa, presso il quale fu tutore d’infanzia. Nel 1807 Piattoli emigrò in Curlandia, dove si sposò abbandonando la veste sacerdotale. Morì due anni dopo per una polmonite.

Chi era allora Scipione Piattoli?

Un italiano con un’anima molto polacca. Un simbolo, forse il più eloquente, dell’immigrazione italiana in Polonia, che non fu mai molto numerosa, ma che da secoli condivide e anche influenza le sorti storiche e culturali di quel paese.

 

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